Tutto il mondo noir in un click

Eravamo a cena. Io, Fernando López, Giorgio Ballario, Damián Blas Vives, Nicolás Ferraro, Ale Meter, Javier Chiabrando, David Knutson, Alicia Plante, Dauno Tótoro, Eduardo Pérez Vázquez, Imanol Caneyada, Alejandro Crivisqui, e, si sa, quando si è a tavola le promesse tra chi narra storie corrono veloci: e se creassimo una piattaforma web dove il noir italiano e spagnolo possono vivere in una zona neutra in cui confrontarsi?

Certo, molto è dipeso dalla voglia tutta mediterranea di abbracciarci. E da quella atlantica di riceverci e rilanciare l’affetto.

Qualcuno potrebbe anche scomodare Manolo Montalbán per la sua voglia matta di fare scommesse etiliche. Beh, in verità, io e Fernando López abbiamo sottoscritto quella sera del 21 settembre il cosiddetto ‘pacto de vino tinto’ alzando un calice di Malbec con cui mandavamo giù parole, idee e sentimenti. Si era nelle cabañas di Lucio Yudicello a Mina Clavero, nella Sierra, in provincia di Cordoba, dove era in atto la quinta edizione dell’incontro di letteratura poliziesca Cordoba Mata, all’interno di una magnifica fiera del libro nella centralissima piazza San Martìn a Cordoba. E la scommessa etilica è stata questa: varare il sito il 1° novembre. E grazie a un webmaster d’eccezione come Alessandro Vizzino -che è anche editore e scrittore- siamo riusciti a confezionare nei tempi previsti l’idea nata con qualche calice di troppo. 

Una delle necessità primordiali dell’uomo è stata quella di unirsi. Siamo animali sociali, potrebbe sottolineare qualcuno. Bisognosi di confronto continuo, per crescere ed evolvere. Questo sito web si pone l’obiettivo di diventare un punto di riferimento obiettivo nel panorama noir mondiale, non solo di quei paesi a lingua ispanica e italiana. Un confronto continuo, che di certo vivrà anche momenti aspri nella dialettica del confronto/scontro. In uno dei momenti in cui sono intervenuto a Cordoba Mata mi è premuto sottolineare uno degli aspetti per cui la narrativa noir ha una sua grande funzione: quella della denuncia sociale, una denuncia che ti mette al riparo da scomode querele, sostituendosi di fatto al giornalismo d’inchiesta. E ancora: la verità non si può uccidere né va mai in prescrizione. E compito del narratore resta quello della ricerca ontologica, dei piccoli grandi drammi dei microcosmi e dei grandi temi universali che ci affratellano. La letteratura ha, quindi, un grande compito: ed è quello di creare un mondo migliore. Non soltanto nella finzione. Lì, siamo capaci tutti.

Da diversi anni molti giornalisti di cronaca giudiziaria e nera hanno convertito la propria professionalità e intuito investigativo in capacità letteraria, dove nelle architetture narrative si azzardano soluzioni e conclusioni che sulle pagine della cronaca non trovano spazio. Resta ancora da comprendere se la capacità di denuncia di uno scrittore che scrive di noir è una vittoria dell’arte dello scrivere o una sconfitta invece per il giornalismo. Ma questo è un grande dilemma che magari affronteremo in uno dei nostri appuntamenti settimanali nella sezione Forum del sito.

Tant’è che un assioma fondamentale di questo sito è sancito dallo scrittore teatrale Bertolt Brecht: ‘chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi la conosce e la chiama bugia è un delinquente’. Che significa questo? Che siamo tutti chiamati a quel processo di rappresentare la verità per migliorare il nostro microcosmo, e quindi migliorando la nostra piccola porzione di mondo, possiamo migliorare il mondo, senza abbracciare stantie utopie.

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