Italia e Argentina, un dialogo culturale con tanti ponti

Tra l’Italia e l’Argentina il dialogo culturale vanta una lunga tradizione e si rinnova costantemente, in virtù del vicendevole interesse nei confronti delle attività e delle creazioni di letterati, registi, artisti dell’uno e dell’altro paese. I canali restano aperti, ma non sempre la portata delle acque risulta all’altezza delle aspettative. E il termine canale va preso alla lettera: percorsi tracciati deliberatamente da esperti che intendono convogliare specifici portati culturali. Se tante sono le ragioni valide che spiegano questa apertura, altrettanto forti e concreti sono gli ostacoli da superare quando ci si propone di riavvicinare queste due realtà. Mai però insormontabili, come un veloce giro per le librerie delle principali città argentine permette di confermare. Non mancano le firme dei grandi classici del novecento e dei contemporanei italiani tradotti allo spagnolo. Nello specifico settore del giallo e del noir, i romanzi firmati da Leonardo Sciascia, Maurizio de Giovanni, Massimo Carlotto godono di una presenza quasi costante negli scaffali delle librerie argentine, mentre in quelle italiane i romanzi di Claudia Piñeiro, nome di riferimento per il noir in versione pampeana, conquista ogni volta più consensi.

Respirano un’aria familiare gli italiani quando arrivano a Buenos Aires: non si tratta soltanto delle tante facciate di palazzi progettate da architetti italiani o delle tante ditte fondate da italiani, né della cadenza particolare che il castigliano acquista dopo aver assimilato sonorità dall’italiano (una per tutte, la caduta della consonante finale in parole come libertad). Non bastano le chiese e i riti legati al cattolicesimo, una volta molto più praticati, né il culto del pasto domenicale in famiglia a base di tallarines a la boloñesa, ricetta di innegabile paternità rioplatense. Quella strana familiarità deriva da ragioni storiche profonde, quali la presenza di italiani nel Rio de la Plata, sin dall’indipendenza del Vicereame dalla Spagna. Alcuni esponenti della corrente repubblicana, provenienti dalla Liguria e da altri centri settentrionali, hanno dato un contributo fattivo al tormentato percorso verso la formazione del nuovo stato sudamericano. In tempi successivi, anarchici e socialisti italiani hanno trovato terreno fertile per promuovere le loro convinzioni. In ambiente universitario, molti giuristi italiani hanno formato schiere di avvocati e collaborato nell’elaborazione della giurisprudenza argentina, segnando una strada ancora seguita. Il padre della sociologia italiana, Renato Treves, non ha mai nascosto che il suo esilio in Tucumán, provincia del nord ovest, fu provvidenziale per la sistematizzazione del suo pensiero.

Di fronte a queste coincidenze, la proposta del portale Mundonoir.com nasce con le premesse giuste e si candida a diventare luogo di incontro e confronto. Non sempre però la convergenza sarà garantita, e in ciò risiede anche il bello dell’incontro con l’altro. Il riconoscimento delle differenze renderà ancora più ricco il dialogo.

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