Latina, sindacato della Polizia attacca Montalbano per il ‘prode’ Catarella

Ora le critiche piovono addosso al commissario Montalbano, la fiction che parte dai romanzi di Andrea Camilleri, nonostante gli oltre 10 milioni di spettatori sulla Rai per le nuove puntate nella fantasiosa Vigata. Non bastava la Carmen di Bizet lo scorso anno quando alla pièce teatrale fu cambiato il finale, in nome del politicamente corretto, in nome del rispetto nei confronti delle donne soggette alle violenze degli uomini. E quando non c’arriva il femminicidio le polemiche (stucchevoli, pretestuose e ridicole) arrivano addirittura da elementi che appartengono alle istituzioni. Per fortuna che il senso del ridicolo e del grottesco non ha odore. La polemica nei confronti di un’opera di finzione stavolta arriva da Latina, da  Elvio Vulcano, coordinatore nazionale per la stampa e per le comunicazioni del sindacato di polizia LeS (Libertà e Sicurezza Polizia di Stato). Insomma, un poliziotto che contesta un commissario.

“Contestare uno scrittore come Camilleri e la fiction televisiva di notevole successo come il Commissario Montalbano non è da tutti ma il nostro sindacato vuole spezzare l’incantesimo e gridare ‘il re è nudo!’, come nella  fiaba di Andersen – scrive Vulcano, affetto dal morbo di minutaggio zuckerbergiano che ormai ha surclassato la previsione ottimistica di Warhol -. Premetto che personalmente non sono un appassionato del genere e quando sono giunte alle nostre varie segreterie alcune lamentele mi sono dovuto documentare su quanto segnalato. Cosa ha fatto indignare i nostri colleghi? La parodia dell’Assistente Agatino Catarella. Questo scimmiottamento della figura del ruolo degli Assistenti non è accettabile, perché, in particolare negli ultimi episodi, si sta facendo un’opera di denigrazione nei confronti di tutti coloro che rivestono il grado che ricopre Catarella nella serie e cioè quello di Assistente. Sarebbe opportuno che l’opinione pubblica sapesse che nel ruolo Agenti/Assistenti vi è del personale che ha un titolo di studio equivalente o persino superiore a chi accede nel ruolo dei Commissari”. Dimentica, il prode Vulcano (in chiara ricerca di pubblicità personale), le barzellette di cui sono oggetto dal 1814 uno dei corpi più antichi di questo Paese, cioè i Carabinieri. Ma non fa nulla, quelle mica toccano il corpo della Polizia.

E chissà che il vulcanico Vulcano non contesti la scelta di ambientare le storie in una città letteraria che non esiste. Probabile che se lo avesse saputo avrebbe polemizzato anche su questo aspetto, intollerabile anzichenò.  Oppure ha fatto bene a fermarsi nei commenti per non incappare in una topica. 

“Dobbiamo anche dissentire dalle parole del capo della Polizia Franco Gabrielli che, in una festa organizzata in occasione del ventennale della serie presso la scuola superiore di Polizia lo scorso 11 febbraio, ha dichiarato che tale categoria di personale è stata perfettamente e correttamente rappresentata in questa fiction… – continua Vulcano, inarrestabile come la lava dell’Etna-, Se avesse festeggiato presso un istituto di formazione per Agenti, piuttosto che in quello per funzionari, qualcuno che dissentiva lo avrebbe però sicuramente trovato. Vi è poi un altro aspetto, questo più politico, poiché l’attore Luca Zingaretti, che interpreta Montalbano, è il fratello maggiore del politico Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, ente che patrocina  lo sceneggiato. Tale criticità già emerse in passato ma ovviamente i sostenitori di quella parte politica obietteranno che la cultura va sempre finanziata e che la concomitanza di un’uscita cinematografica con un periodo elettorale non deve precluderlo”. Ancora: “Tornando al Re nudo noi, che appunto il Re ora lo sia davvero, l’abbiamo accertato e dichiarato e, ciononostante, il sovrano continua imperterrito a sfilare come se nulla sia successo”.

Comunque, una certezza c’è. Dopo questa uscita del Vulcano pensiero, crediamo che la figura dell’Assistente sia perfettamente quella che calza al simpatico personaggio Catarella, a meno che quella del sindacalista Vulcano sia una prorompente candidatura. Non ci resta che piangere. Ma non cinematograficamente parlando.

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