BookCity vince la sfida, ma Milano perde Tempo di Libri

La settima edizione di BookCityMilano ha superato ogni tipo di aspettativa, tant’è che ha scalzato anche Tempo di Libri. E sì, perché già nelle parole di saluto del sindaco Giuseppe Sala ha fatto seguito anche l’annuncio da parte di Andrea Kerbaker, il direttore della kermesse primaverile che era nata col chiaro intento di disarcionare il Salone del Libro di Torino, che ha mormorato che l’edizione 2019 non è prevista. Se BCM ha triplicato il numero degli eventi (se ne sono contati dal 15 al 18 novembre oltre 1.400…), la fiera di Tempo di Libri ha invece mostrato il fiato corto sin dal suo primo vagito perché ha messo in competizione due grandi eventi in due grandi città a distanza di appena due mesi: una scommessa suicida che oggi alza bandiera bianca. Un peccato, perché se è vero che BCM è un autentico progetto di marketing territoriale col vessillo della cultura letteraria diffuso in ogni angolo di Milano, Tempo di Libri come manifestazione dell’editoria tout court ha perso la sfida con Torino, ma anche con se stessa, perché se è vero che interessante era l’idea progettuale di avere Milano come punto di riferimento dell’editoria nazionale in uno spazio adeguato come fieramilanocity andava studiato seriamente un altro periodo dell’anno senza scontrarsi con città dalla lunga e solida tradizione distante appena un’ora di auto.

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