Noir in Fest, tra cinema e premio Scerbanenco

Non solo premio Scerbanenco. E sì, perché il festival in noir fa le cose in grande, unendo da sempre la letteratura di genere col cinema. La ventottesima edizione di quello che fu il Courmayeur Noir Festival si terrà a Milano dal 3 al 5 dicembre e poi dal 6 fino al 9 a Como. Per gli amanti del genere un ricco calendario, anche se poi a livello di date si scontra con la fiera Più libri più liberi di Roma, in programma dal 5 al 9 dicembre, che resta un grande e imperdibile appuntamento nel panorama editoriale italiano. Intanto il 17 è scaduto il termine per votare la cinquina de finalisti al più ambito premio crime e noir della letteratura italiana. 

Ma vediamo nel dettaglio il programma di questo longevo festival del noir che si spalma tra Milano e Como.

 

Il logo del festival.

L’Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti, in sinergia con il Noir in Festival, organizza due giornate di lavoro, nelle mattinate di venerdì 7 e sabato 8 dicembre, a Como, nelle quali approfondire importanza, scenari, prospettive e modalità di produzione di genere nonché il tema dell’internazionalizzazione del prodotto italiano. Il 7, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, è previsto l’incontro Svizzera: un partner da scoprire per il rinnovato accordo di coproduzione tra i due paesi; sabato 8, dalle ore 09.00 alle ore 12.30, con il workshop Produrre genere in Italia in cui si analizzeranno potenzialità e modalità di un’industria audiovisiva capace di offrire contenuti e modelli sulla scena internazionale.

Le due giornate di lavoro si inseriscono nel cuore della prossima edizione del Noir in festival che a Como propone un programma ricco di anteprime di qualità e di incontri con grandi protagonisti della scena noir (da Carlo Lucarelli a Jo Nesbø) fino a un programma speciale dedicato al cineturismo e alle potenzialità del territorio come set ideale per opportunità produttive anche molto diverse tra loro, tra acqua, montagna, ville storiche, il confine e la civiltà del lago.

 

L’autore Giorgio Scerbanenco, a cui è intitolato l’importante premio di narrativa di genere.

«Il tempo dei festival come semplice luogo della visione e della scoperta – dice Giorgio Gosetti -, sta inevitabilmente esaurendosi. Sempre di più il festival deve sapersi connettere al territorio per valorizzarlo e offrirsi come piattaforma creativa per l’industria culturale proponendo una propria identità specifica in questo senso. È la nuova scommessa che, grazie ad AGICI e con il contributo di Istituto Luce – Cinecittà e SIAE, ci siamo proposti a partire da quest’edizione».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *