Andrea Giannasi presenta il suo Garfagnana in Giallo

Lui è Andrea Giannasi. E sono dieci edizioni che porta la cultura gialla nella Garfagnana, una zona bellissima della nostra Italia, ricca di storia, natura e un fascino senza tempo. E’ il direttore -coadiuvato dal condirettore Fabio Mundadori- oltre che l’ideatore e l’imitabile factotum della fortunata kermesse Garfagnana in Giallo, un festival diffuso in provincia di Lucca che tocca diverse realtà cittadine e dà la possibilità non solo ad autori affermati a incontrare il pubblico. Dal 22 novembre (fino al 25) ecco che parte la decima edizione di Garfagnana in Giallo.

Dieci edizioni di un festival sono un bel traguardo. Se guardi indietro quali sentimenti provi?

Il Garfagnana in Giallo Barga Noir, oggi con l’aggiunta del Lucca Noir, è un festival e premio letterario nato intorno a due punti: il piacere della lettura e quello del gusto. Sì, perché ogni edizione si contraddistingue per grandi momenti conviviali dove nello stare insieme si parla di libri, di autori, di storie. Ecco quello che sento è un grande piacere per tantissimi momenti di grande qualità culturale e culinaria. Per non parlare poi degli ospiti. A partire dai grandi come Maurizio De Giovanni, Massimo Carlotto, Loriano Macchiavelli, Marco Vichi, e tanti altri che sono stati in grado di “fare” la famiglia del festival. Chi è passato dal Garfagnana in Giallo riparte sempre con un bel bagaglio di storie da raccontare e perché no, da sfruttare per nuove scritture. Poi la squadra che ogni anno aumenta e diventa sempre più competente e preparata. Con me Fabio Mundadori e poi Chiara De Magistris, Giusy Giulianini, Sara Magnoli, Massimo Lerose, costruiscono un evento sempre più avvincente.

 

Andrea Giannasi (primo a sx), direttore del festival Garfagnana in Giallo, giunto alla X edizione.

Quanto è difficile oggi organizzare un festival di genere?

Non è difficile ma è complesso e articolato. Il mettere insieme tanti microeventi in location diverse, con amministrazioni ed enti lontani, ci costringe a iniziare a lavorare all’edizione dell’anno successivo già dal giorno dopo il festival. Chiudiamo e riapriamo subito. Poi ci sono gli equilibri. Tra questi il mantenere la propria indipendenza perché quando si cresce è ovvio che arrivano tirate di giacca e “consigli” di lettura. Ma l’idea del premio che diventa festival e si contamina “modera” ogni gesto facendo diventare tutto solo una bella festa di invito alla lettura. Alla scoperta di nuovi autori.  Il coinvolgimento delle scuole – quest’anno avremo dieci classi da tre istituti superiori diversi – arricchisce poi gli autori che confrontandosi con gli alunni possono crescere e migliorarsi.

A volte, assistendo a degli incontri letterari, si ha l’impressione che sia un ambiente andato in corto circuito dove gli spettatori sono gli stessi autori. Questo costringe gli organizzatori a ‘inventarsi’ un intrattenimento più originale. Cosa ha in serbo questa edizione Garfagnana in Giallo?

Per la decima edizione faremo l’evento del sabato nello splendido teatro dei Differenti di Barga. Un luogo che ha quasi trecento anni di storia con tre ordini di palchi e un fascino che aiuterà le presentazioni dei libri. Salire sul palco sarà una gioia per tanti autori e autrici. Ma questa non è la sola prima novità. Avremo anche noi un red carpet dove potersi fare le fotografie o i selfie, e la cena con il delitto si terrà in un Istituto Alberghiero aiutando quindi una struttura a crescere e migliorarsi sempre di più. Saranno infatti gli studenti, i futuri chef a cucinare per i cento ospiti.

Il mercato editoriale italiano arranca, mentre negli altri Paesi si legge. Quali rimedi attuare?

Lavorare per aumentare i lettori. Per questo i libri del premio Garfagnana in Giallo Barga Noir andranno in dono alla Biblioteca Comunale “Fratelli Rosselli” di Barga, alla biblioteca popolare degli Incartati di Fornaci e poi in un bookcrossing che si terrà a Lucca tra gennaio e febbraio (in occasione del lancio del bando 2019). Diffondere dunque libri per incuriosire, stimolare e far crescere i lettori. A livello nazionale il compito come editore è quello di non tradire mai i lettori e di pubblicare sempre libri di qualità.

 

Pubblico e suggestione storica al Garfagnana in Giallo, qui nella sala della rocca ariostesca di Castiglione a Castelnuovo Garfagnana

I numeri però per la letteratura gialla e noir regge botta, tant’è che molti romanzi vengono trasformati in fiction televisive. Perché accade questo?

Perché il genere si presta da sempre in maniera eccellente ad essere raccontato sul piccolo e grande schermo. E’ un format che funziona. Dal poliziesco americano degli Anni Trenta in poi il mondo ha sempre avuto un morboso, ma anche divertito, interesse per le storie di crimine. Piace molto immedesimarsi in un commissario, ma anche in un carnefice e spesso in una vittima. Del resto Truman Capote è padre di quello che leggiamo e della cronaca che si fa irrealtà letteraria o della storia di un libro che diventa tragedia vera.

Sulla mappa della letteratura Castelnuovo Garfagnana era ignota ai più tranne per un veloce passaggio dell’Ariosto nella rocca, oggi grazie al festival che organizzi il nome di questo piccolo centro è più noto, tanto che nel tempo hai allargato gli orizzonti territoriali ai centri vicini, fino a includere il capoluogo Lucca. Il festival è nato anche come un progetto di marketing territoriale?

Non avevamo mai pensato a questa variabile. Il tutto è cresciuto tanto da diventare vero e proprio volano per l’economia. Quest’anno infatti saremo a Barga e Lucca perché questi due centri, anche più di Castelnuovo, hanno saputo cogliere la grande opportunità del festival. Avere decine di persone che soggiornano per due o tre giorni e dunque vivono Barga a fine novembre fa bene all’economia di ogni territorio. Poi va considerato che gli scrittori sono normalmente persone di grandi qualità che non si accontentano del vedere, ma vogliono vivere i posti, chiedendo e offrendo dunque un livello superiore. Barga quest’anno li stupirà.

 

Il festival concede anche agli autori meno noti di incontrare il grande pubblico.

 

Il giallo e il noir italiani a differenza degli altri Paesi hanno una solida caratterizzazione ambientale in provincia piuttosto che nelle metropoli. Perché questo fenomeno, secondo te?

Perché la provincia italiana è ricca di storie, di tradizioni, di dialetti. E’ un multiforme mondo all’interno del quale possono convivere migliaia di storie. E poi il commissario siciliano, romano, livornese o bolognese è alla fine il vicino di casa, che conosciamo e forse invidiamo per queste vite così confuse e avvincenti. Il problema sarà rappresentato dal dopo. Ovvero nel momento di saturazione – che vedo comunque prossimo – del pubblico che è bombardato da ogni angolo da storie nuove ma già vecchie in partenza. Il primo che sarà in grado di modificare, anche solo leggermente, il format diventerà l’apripista. E succederà: è solo questione di tempo. Forse l’autore o l’autrice che sta partorendo il “nuovo” ora,  in questo momento, sta già scrivendo quel libro che cambierà tutto.

Sei un convinto assertore che i libri vadano presentati anche nelle piazze. Quanto è importante andare incontro alle esigenze del pubblico e attrarlo verso la cultura?

Gli autori devono confrontarsi con il pubblico. Il problema è che il pubblico sta diminuendo e al contempo si sta stancando di dover vedere quaranta o cinquanta presentazioni ogni anno. Per questo molti autori stanno modificando il loro approccio e c’è chi – ma i modelli sono già vecchi – recita, chi legge, chi teatralizza l’evento. Con Tralerighe editore abbiamo imposto alcune regole precise: eventi brevi (non più di 50 minuti); a parlare deve essere l’autore e deve farlo con divertita enfasi (magari sapendo raccontare delle buone barzellette); la location deve prevedere alcuni piccoli accorgimenti.

 

La locandina dell’edizione X.

 

Un motivo per convincere il grande pubblico a venire in questa edizione al Garfagnana in giallo.

Mangeremo bene e a mezzanotte andremo al Duomo passando tra i vicoli silenziosi del borgo antico di Barga. Saliremo fino in capo al mondo per vedere il palcoscenico più noir che esista. Racconteremo storie e sentiremo la paura.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *